La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce importanti modifiche al sistema pensionistico italiano, con effetti concreti sia nel breve periodo sia nella pianificazione previdenziale di medio-lungo termine.

Le nuove disposizioni intervengono sui requisiti di accesso alla pensione, sulle forme di pensionamento anticipato e sui meccanismi di adeguamento alla speranza di vita.
In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio le principali novità sulle pensioni previste per il 2026.

Pensioni 2026: stop a Quota 103 e Opzione Donna

Tra le novità più rilevanti della manovra finanziaria figura la mancata proroga di Quota 103 e Opzione Donna.

Dal 1° gennaio 2026, queste forme di pensionamento anticipato non saranno più attivabili, fatta salva la tutela per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025. In questi casi resta valido il cosiddetto diritto cristallizzato, secondo le regole precedenti.

La cancellazione di Quota 103 e Opzione Donna modifica in modo significativo le strategie di uscita dal lavoro, soprattutto per:

  • lavoratrici che avevano programmato l’accesso tramite Opzione Donna; 
  • lavoratori che facevano affidamento su canali di pensionamento anticipato flessibili. 

Pensioni 2026: confermata l’APE Sociale

Nonostante la stretta su alcune misure, la Legge di Bilancio 2026 conferma l’APE Sociale per tutto l’anno.

Requisiti APE Sociale 2026

Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che:

  • abbiano 63 anni e 5 mesi di età; 
  • rientrino in una delle categorie tutelate previste dalla normativa. 

Categorie ammesse

  • Disoccupati
    A seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale o scadenza del contratto, con almeno 30 anni di contributi e senza percepire NASpI. 
  • Caregiver
    Chi assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un familiare convivente con handicap grave, secondo le condizioni previste dalla legge. 
  • Invalidi civili
    Con almeno 30 anni di contributi e una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%. 
  • Lavoratori addetti a mansioni gravose
    Lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di contributi, che abbiano svolto attività gravose per: 

    • almeno 7 anni negli ultimi 10, oppure
    • almeno 6 anni negli ultimi 7. 

L’APE Sociale continua quindi a rappresentare uno dei principali strumenti di pensionamento anticipato per le categorie più fragili.

Pensioni e adeguamento alla speranza di vita

Un tema centrale della riforma riguarda il meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Situazione nel 2026

Per tutto il 2026:

  • l’età pensionabile di vecchiaia resta fissata a 67 anni;
  • i requisiti per la pensione anticipata rimangono invariati: 
    • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 
    • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. 

Cosa cambia dal 2027

A partire dal 2027 tornerà l’adeguamento graduale:

  • pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese; 
  • incremento progressivo anche dei requisiti contributivi per la pensione anticipata; 
  • ulteriori aumenti previsti nel 2028. 

Il ritorno dell’adeguamento alla speranza di vita rende più incerta la pianificazione previdenziale nel medio-lungo periodo, poiché i requisiti futuri dipenderanno dalle rilevazioni ISTAT sull’aspettativa di vita.

Proroga del posticipo del pensionamento

La Legge di Bilancio 2026 proroga anche la possibilità di posticipare il pensionamento.

La misura riguarda esclusivamente i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026 e consente di:

  • continuare a lavorare; 
  • ricevere in busta paga la quota di contributi previdenziali a carico del dipendente; 
  • beneficiare dell’esonero fiscale su tali somme, che pertanto sono somme nette. 

Si tratta di uno strumento pensato per incentivare la permanenza al lavoro e aumentare il reddito netto nel breve periodo.